Friday, 21 November 2014

Brasil 3.0: "Destinação Asunción"


































QUALCHE PAROLA PRIMA DI PARTIRE
Fu solo alcuni anni dopo la scoperta del Brasile (1500) che ebbe inizio l’occupazione e l’effettiva colonizzazione di queste terre da parte dei portoghesi. Durante i primi due secoli del periodo coloniale tuttavia, attratti dalle sue enormi risorse naturali, altre potenze europee come Francia ed Olanda cercarono di fondare colonie in varie parti del territorio brasiliano. Durante il XVI secolo ebbe anche inizio la schiavitù, inizialmente quella degli indigeni e, a partire dalle ultime decadi del secolo, anche quella di alcune popolazioni africane, già utilizzate dai portoghesi in madre patria. 
Nello stesso secolo cominciarono anche le prime esplorazioni dell'interno del Brasile, ad opera soprattutto dei cosiddetti bandeirantes, ovvero “esploratori” provenienti dall’area dell’attuale San Paolo, spedizioni sistematicamente accompagnate da atti sconsideratamente ostili, di distruzione e sottomissione nei confronti delle popolazioni indigene. 

MISSÕES - MISIONES
Contestualmente alla colonizzazione, verso la metà del XVI secolo, cominciarono a prendere piede anche le così dette missioni, meglio note con il nome di riduzioni.

Spinti dal sogno di evangelizzare le popolazioni indigene, nel 1549 cinque membri dell' Ordine della Compagnia di Gesù, sotto la guida di padre Manuel da Nóbrega, attraversarono l'Oceano Atlantico, prendendo appunto la direzione del nord dell’Argentina, del Paraguay e del Brasile.
Le riduzioni miravano alla promozione materiale, sociale e spirituale degli indios guaraní
I villaggi nati sotto l'impulso dei gesuiti si estendevano non solo in Paraguay, ma anche in Argentina, Brasile, Uruguay e Bolivia.
Le riduzioni furono in tutto 33. Intorno al 1630 le riduzioni subirono gravissimi assalti e perdite ad opera degli schiavisti e fu per questo che i gesuiti ottennero da Filippo IV il formale assenso ad organizzare un corpo armato di indigeni, preparato dagli stessi missionari.
La fine delle riduzioni fu determinata non tanto dalle dicerie sui gesuiti (immense ricchezze) ma dalla rivalità tra spagnoli e portoghesi (dunque per fattori politici). Infatti nel 1750 la lite tra Spagna e Portogallo sui limiti del loro territorio culminò con il trattato di Madrid con cui i territori ad est del fiume Uruguay passavano al dominio portoghese.
Tuttavia né i religiosi né i Guaraní accettarono il trattato. I Gesuiti offrirono ai re di Spagna tributi e ricchezze per cercare di mantenere intatta quella colonizzazione basata esclusivamente su valori religiosi e culturali. Con il Portogallo non fu invece possibile alcun accordo a causa dei rapporti deteriorati tra la Compagnia di Gesù e lo Stato.
Con la così detta Guerra Guaranitica, dal 1750 fino al 1756, gli indigeni completamente disorganizzati nell' affrontare le milizie portoghesi e spagnole non poterono resistere a lungo e furono infine sconfitti nella battaglia di Caiboatè.
Nel 1759 i Gesuiti furono espulsi dal Portogallo, nel 1767 dalla Spagna, infine nel 1773 ebbe luogo la definitiva soppressione dell'Ordine.

IGUAÇU - IGUAZÚ
Le cascate dell' Iguaçu (o Iguazú) posizionate alla conflunza del Rio Iguaçu con il Rio Paranà al confine tra la provincia argentina di Misiones e lo stato brasiliano del Paraná sono un sistema di 275 cascate con altezze fino a 70 metri per una lunghezza complessiva di 2,7 chilometri. La Garganta del Diablo ("Gola del diavolo", sul lato argentino) a forma di U, profonda 150 metri e lunga 700 metri, è la più imponente e segna il confine tra Argentina e Brasile. La maggioranza delle cascate si trova in territorio argentino, ma dal lato brasiliano si ottiene una visione più panoramica.

ITAIPÚ
Ubicata sul fiume Paranà al confine tra Paraguay e Brasile, con 20 turbine da 700MW ciascuna e una potenza installata complessiva di 14.000 MW è a tutt'oggi l'impianto idroelettrico più grande del mondo. La diga è lunga complessivamente 7.700 metri e alta 196 mentre il lago artificiale copre un'area approssimata di 1400 kmq.
Una storia lunga e complessa: fortemente criticata a causa di danni ambientali immensi tra cui
la distruzione delle cascate di Guaíra, quest'ultime tra le più estese del mondo, e dello spostamento forzato di decine di villaggi di indios guaranì.

Per non parlare dell'aspetto strettamente tecnico (deviazione temporanea del Rio Paranà) che richiese sin dalle sue fasi iniziali una sfida globale dalle dimensioni ciclopiche.
OGGI: oggi la centrale idroelettrica di Itaipú provvede grossomodo al 70% del fabbisogno energetico del Paraguay e al 25% di quello del Brasile. Nata da una joint venture tra i due governi (1973) i lavori iniziarono nel '75 mentre l'impianto cominciò a produrre energia nel 1984. La sera del 10 novembre 2009, un guasto tecnico all'impianto causò un black-out durato diverse ore, un interminabile fermo dell'energia elettrica tale da lasciare letteralmente al buio gran parte del Paraguay e molta parte del Brasile.



 IL VIAGGIO 

Inizia da qui, Montevideo, la mia ormai "quarta tappa in bicicletta" nel continente sudamericano. Questa è la volta del “grande sud”, dall’estuario del Rio de la Plata in Uruguay alle sconfinate pianure del Paraguay percorrendo dapprima il litorale atlantico fino all’altezza della città di Rio Grande in Brasile e poi le aree interne dello stato del Rio Grande do Sul ed Argentina passando nel cuore di quella che è una vera e propria “perla” d’archeologia di queste terre meglio conosciuta con il nome di Missões-Misiones.

Altri obiettivi del viaggio saranno:

  • la centrale di Itaipù sul fiume Paranà al confine tra Paraguay e Brasile, tuttora il più grande impianto idroelettrico del mondo
  • il fiume Iguaçú e le cascate omonime (cataratas de Iguaçú)
  • le due capitali del sud: Montevideo e Asunción.


 LE TAPPE 
06.11.2014: Milano - Montevideo
07.11.2014: Montevideo
08.11.2014: Montevideo
09.11.2014: Montevideo – Piriapolis, 110km/H362m
10.11.2014: Piriapolis – Rocha, 133km/H770m
11.11.2014: Rochas - Aguas Dulces, 73km/H358m
12.11.2014: Aguas Dulces - Chuì (BR), 87km/H290m 
13.11.2014: Chuì-Distrib. IPIRANGA, 120km (pullman)
13.11.2014: Distrib.IPIRANGA-Rio Grande, 118km/H ---
14.11.2014: Rio Grande - Canguçù, 119km/H1074m
15.11.2014: Canguçù - Caçapava do Sul, 143km/H1950m
16.11.2014: Caçapava do Sul - Santa Maria, 104km/H650m
17.11.2014: Santa Maria - Julho de Castilho, 66km/H850m
18.11.2014: Julho de Castilho – Cruz Alta, 72km/H755m
19.11.2014: Cruz Alta - Santo Angelo, 88km/H1081m
20.11.2014: Santo Angelo - São Miguel das Missões, 60km/H734m
21.11.2014: São Miguel das Missões – São Luis Gonzaga, 60km/H617m
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07.11.2014 - Montevideo

"Oltre il viaggio"
Ancor prima di cominciare questo viaggio, andava crescendo in me un forte ed irresistibile desiderio … o meglio, un sogno: quello di riuscire a dare un “finale” diverso alla mia nuova avventura immaginando per esempio di poter lasciare, una volta giunto a destinazione, la mia bicicletta là sul posto, possibilmente a qualcuno che la potesse utilizzare e con cui, mantenendo chissà con quali modalità i contatti a venire, io avessi avuto poi la sensazione di continuare almeno “idealmente” questo mio viaggio in quelle terre ancora per molto tempo. 
Insomma, non un semplice viaggio (…) !!

… nel frattempo, da autentico profano quale sono, mi sono mosso come meglio potevo, vagando e vagabondando nel web utilizzando nella mia ricerca, alternativamente, ora la parola “ong” ora la parola “opera missionaria”. 
C’è da dire che la stragrande maggioranza delle “ong” od organizzazioni affini presenti in rete “offrono” come unico punto di contatto, o chiave d’accesso come dir si voglia, la cosi detta “donazione” oppure l’altrettanto nota “adozione a distanza” … insomma un bell’ IBAN presso il quale far pervenire il proprio bonifico. Il contatto fisico è sempre praticamente inesistente o comunque molto difficile da raggiungere. Andando tuttavia un po’ più a fondo nella mia ricerca, circoscrivendola per esempio all’area di Asunción, perché è a quella a cui sono interessato, ho ad un certo punto cominciato a vederci un po’ più chiaro individuando una fondazione ed in particolare il suo fondatore … un missionario del bellunese che da subito è riuscito a “catturare” la mia attenzione.
Lui, sacerdote in Paraguay dal 1989, dove svolge diverse attività sociali in favore dei bambini della strada, della gente abbandonata, ha costruito un poliambulatorio, una scuola, ha organizzato due cooperative (una che raffina e vende il miele del deserto del Chaco e l’altra fabbrica e vende detersivi). È impegnato non solo nell’ambito parrocchiale, ma nella scuola, nell’ospedale, nelle attività con i campesinos. Porta avanti la clinica per malati terminali, poveri, affetti da AIDS, cancro e una scuola per bambini poveri.
Non è stato affatto facile stabilire un “contatto” … anzi, non sono neppure sicuro di esserci veramente riuscito. Per ora ho solo il loro indirizzo e un numero telefonico da chiamare quando sarò lì sul posto.
Ora spero solo di arrivare e soprattutto che il mio arrivo non sia di disturbo … e che la bicicletta possa così magicamente trasformarsi, com’è ancora nella mia immaginazione, in quella “chiave”, veramente unica nel suo genere, capace di farmi entrare discretamente in un mondo finora a me totalmente sconosciuto.


L' arrivo all'aeroporto di Montevideo

Seguendo le frecce per Montevideo

Le poco invitanti periferie di Montevideo

08.11.2014 - Montevideo
Oggi ultima messa a punto, qualche acquisto e, inevitabile, un po' di banale turismo. Poi, inaspettatamente, finale di giornata al Teatro dell’Ateneo dove aveva luogo il “4° Encuentro Internacional de Coros” … cori con annesse musiche locali da parte delle rappresentanze di tutti i Paesi Latinoamericani.
... beh, ogni tanto, ascolto volentieri pure quelli !!

Palacio Salvo: construido entre el 1923 y 1928 sobre la visiòn del arquitecto italiano Mario Palanti, es hoy un ìcono de la Ciudad de Montevideo, al punto de ser declarado “Monumento Històrico de la Naciòn”.


Estacion Central Gen. Artigas: chiusa, abbandonata al degrado più assoluto, veramente un peccato !!






09.11.2014: Montevideo – Piriapolis, 110km/H362m
Lascio Montevideo verso le otto e mezza seguendo il litorale nord del Mar del Plata, la frequentatissima “Rambla”. Per una ventina di chilometri sul lato sinistro sono solo tanti palazzoni di tanto in tanto intervallati da prati all’inglese .. ah ecco dove sono andati a finire i benestanti di Montevideo penso io!! Sul lato mare invece i soliti bar, aree dedicate al fitness e un larghissimo marciapiede lungo il quale, già a quest’ora, molti praticano il jogging oppure vanno in bicicletta o con i pattini.
La strada è larghissima e nonostante sia domenica c’è ancora pochissimo traffico; 20-22°C, solo un alito di vento, beh sì, si pedala che è un vero piacere!!
Ancora pochi chilometri e la Rambla confluisce nella IB1 .. la tanto temuta “Interbalnearia”, una specie di autostrada che mi accompagnerà quasi fino a destinazione.
Prima di partire avevo investigato parecchio su questo tratto, volevo essere sicuro che non fosse proibito alle biciclette. E invece che meraviglia: al casello, oltre alle solite file per il pagamento in contanti, con carte di credito, viacard e telepass c’è pure un passaggio riservato alle biciclette … che chiaramente non pagano nulla …meno male !!
Arrivo a Piriapolis nel pomeriggio, gli ultimi dieci chilometri lungo il mare sono veramente uno spettacolo, molta gente in spiaggia … la stagione è appena all’inizio ! 


10 Novembre 2014: Piriapolis – Rocha, 133km/H770m
Per poter partire ad un’ora decente ho fatto alzare il proprietario dell’albergo, il signor Luis, un’ora prima del “suo” previsto !! .. alle otto !!!! Mi aspetta una tappa lunga e, cosa ben peggiore e non programmata, caratterizzata da un continuo saliscendi che mi ammazzerà !! I primi 60-70km lungo la costa sono da favola. Traffico del lunedì = 0, tratti di lungomare deserti, poi, solo all’approssimarsi a Punta del Este, abitazioni abusive, ville di lusso, club privati per ricchi. Mi re-immetto nella RN9 dopo una settantina di chilometri. La strada è molto larga, pochissimo traffico, una corsia d’emergenza di un paio di metri: molto più sicuro pedalare qui che lungo la Martesana penso io !! 
Il paesaggio tutt'attorno e sempre molto dolce, pascoli ovunque.
Lungo gli ultimi 50 km non c'è niente di niente, fa un caldo boia, mi sogno una bella bibita gelata e così comincio a vedere distributori qua e là come se fossero un miraggio.
Arrivo a Rocha sfinito, una rapidissima doccia e, prima che faccia troppo tardi, esco alla svelta per trovare un posto dove mangiare qualcosa.


Entrando nel centro di Maldonado non ho potuto resistere alla tentazione di una sosta di pochi minuti davanti alla chiesa della cittadina. Non avevo ancora fatto in tempo a sedermi sulla panchina che due “vigilesse”, o meglio due addette al controllo del decoro cittadino, si avvicinavano facendomi notare che la bicicletta non poteva stare lì, … il piazzale era riservato ai soli pedoni!!... Roba dell’altro mondo, neppure in centro a Zurigo mi era mai successa una cosa del genere !!
Io però non mi sono perso d’animo rispondendo che me ne sarei andato a condizione che mi concedessero una foto con loro. Qui sopra il risultato … ueh, tranquilli, prima mi sono accertato che fossero maggiorenni !!

11 Novembre 2014: Rocha - Aguas Dulces, 73km/H358m 
Oggi pochi km (73) ma duri come non mai.
Non sapevo che una volta lasciata la RN9 il resto fosse tutta terra. E poi il vento contrario, mannnnaggia !!!
A metà tragitto incontro Joey, è di Singapore e viene da Rio … gira su una bicicletta scassata che da noi neppure nelle discariche le accettano !!! Ha veramente dell’incredibile, mi dice di voler star via almeno sei mesi, è diretto a Ushuaia … e poi non si sa !!
Passo davanti l’ingresso principale del Parque Nacional de Cabo Polonio dove avrei voluto entrare in bicicletta ma mi dicono che è tutta sabbia … ed allora rinuncio e tiro dritto.
La mia preoccupazione ora è per domani, entro in Brasile a Chuy e da lì fino a Rio Grande sono la bellezza di 240km senza nulla in mezzo !!






12.11.2014: Aguas Dulces - Chuì (BR), 87km/H290m
Sono arrivato a Chuy (lato Uruguay) piuttosto presto e subito dopo sono passato a Chuì (lato Brasile). Chuy, o Chuì, è in effetti una città cuscinetto, un lungo viale con un'infinità di negozi dove vendono di tutto, di qua è Uruguay ... di là è Brasile. Le rispettive dogane sono un paio di km più a sud per l'Uruguay e un paio di km più a nord per il Brasile
Quella uruguaiana devo averla scambiata per un distributore, in pratica non mi sono fermato e così ora mi ritrovo in questo "territorio neutro" senza il timbro d'uscita dall'Uruguay.
Ne ho parlato qui in albergo e mi hanno consigliato vivamente di tornare alla frontiera e parlare con qualcuno della polizia di frontiera ... altrimenti in Brasile potrebbero poi farmi delle storie. Ok domani mattina farò tutto per benino.




13.11.2014: Chuì-Distrib. IPIRANGA, 120km (pullman) 
13.11.2014: Distrib.IPIRANGA-Rio Grande, 118km
Risolto il problema del timbro d'uscita sul passaporto, ho dovuto prendere una decisione al volo per la tappa di oggi ... troppi in effetti i 240km fino a Rio Grande !!
E così sono andato alla stazione dei pullman dove ho acquistato un passaggio fino alla metà del percorso, un distributore di benzina, molto prossimo all'ingresso alla Riserva Ecologica do Taim.
Questa riserva, lunga una trentina di km, è un territorio paludoso racchiuso tra il mare e alcune lagune interne, area ricchissima di animali tra cui tantissimi leoni marini. Veramente una bellezza da fare in bicicletta.
Circa a metà del percorso incrocio un raro esemplare di cicloviaggiatore, si chiama Eduardo e viene da Belo Horizonte, o giù di lì; una bella chiacchierata e, come si conviene in questi casi, l'immancabile foto ricordo.
Continuo poi per Rio Grande, con gli ultimi 15km tra tangenziali, strade rotte e, come al solito, la ricerca di un posto dove andare a passare la notte.


L'incontro con Eduardo
Rio Grande, Palazzo della Prefettura
Rio Grande, la vecchia dogana



































14.11.2014: Rio Grande - Canguçu, 119km/H1074m
Oggi percorso "misto": metà piatto come una tavola da bigliardo, poi un saliscendi interminabile ... è la Rotta delle Missioni !!
Tratto comunque piuttosto monotono  ... a parte l'emozione di entrare ed uscire dall'autostrada senza pagare !!

























15.11.2014: Canguçu - Caçapava do Sul, 143km/H1950m
Giornata indimenticabile: 143km con quasi 2000m di dislivello !! …come avrei voluto dividere la tappa a metà … ma nel mezzo, molto semplicemente, non c’era assolutamente NULLA !!! … ora non posso far altro che sperare che la cosa non si ripeta MAI PIU’!! Un saliscendi interminabile, montagne dall’inizio alla fine, solo qualche pascolo a movimentare un po’ la situazione. Le poche auto e camion che incrocio sono un sollievo, più che altro psicologico, mi sembra così di essere in “compagnia”. Ieri sera al Restaurante Churrascaria do Alemao di Canguçù parlavo con un tizio che quando gli ho detto che venivo da Montevideo mi ha automaticamente creduto uruguaiano !! E allora giù a raccontarmi tutta l’interminabile storia delle guerre tra Uruguay e Brasile. Le terre dove mi trovo ora, l’attuale Rio Grande do Sul, una volta era infatti Uruguay … ma ora, mi raccontava con visibile orgoglio, è tutto Brasile. Poi ad un certo punto l’ho salutato e sono tornato in albergo dove appena entrato nella stanza sono letteralmente crollato ... e domani come sarà ???
Santana da Boa Vista

16.11.2014: Caçapava do Sul – Santa Maria, 104 km/H650m 
Ancora una tappa di “avvicinamento” a São Miguel das Missões, senz'altro uno degli obiettivi principali di questo viaggio:, tappa decisamente più contenuta sia nel chilometraggio che nelle salite rispetto a quella di ieri. 
Per meglio apprezzare il paesaggio oggi non mi sono fatto mancare niente … neppure, nel sottofondo e per lunghi tratti, la musica della sempre splendida Paula Fernandes e la più che mai coinvolgente Maria Rita , figlia d’arte della leggendaria Elis Regina. Arrivo a Santa Maria a metà pomeriggio, è domenica, è tutto chiuso … ad eccezione delle farmacie che non ho mai ben capito perché ma qui in Brasile sono a decine ovunque si vada.

Impressionante il luogo della discoteca Kiss, ancora sotto sequestro, dove la notte del 27 gennaio 2013 ebbe luogo un terribile incendio che fece 242 vittime, in grandissima parte giovani di questa città.


... hoje praticamente foi todo assim ...

17.11.2014: Santa Maria – Julho de Castilho, 66km/H850m 
Oggi, mentre pedalavo per queste strade infuocate di inizio estate, ripensavo a quella discoteca di ieri sera, quella del terribile incendio del gennaio 2013 tanto per intenderci. Avevo sentito la notizia all’epoca ma, come spesso avviene per tragedie così lontane da noi, poi ce se dimentica fin troppo presto. Non sapevo che fosse successo qui a Santa Maria (Rio Grande do Sul), a due passi dall’albergo … io ci sono passato davanti per puro caso mentre cercavo un posto dove andare a mangiare qualcosa. Fuori, sulle transenne che ancora delimitano l’area tutta ancora sotto sequestro, le tantissime foto di tanti e tante ragazze, tutti dell’età dei miei figli. Impressionante e veramente commovente. Morti, asfissiati, bruciati semplicemente perché ancora tanti, troppi non rispettano affatto le regole più elementari. Fuochi d’artificio in un locale chiuso, un soffitto di materiale plastico che prende fuoco, le uscite di emergenza chiuse … bloccate!! 
Mentre guardavo, molti si fermavano, guardavano e scorrevano i nomi di quanti ora non ci sono più. Il caso, da fatto di cronaca, è diventato un caso politico. Tutti vogliono che si faccia chiarezza sulle responsabilità e che tutto non finisca nelle anse melmose di una giustizia che qui come da noi molto spesso non arriva mai a nessuna conclusione.






18.11.2014: Julho de Castilho – Cruz Alta, 72km/H755m
Ancora una tappa di “avvicinamento”. … da un paio di giorni qui è veramente esplosa l’estate: da mezzogiorno in avanti sono permanentemente 35-38°C !!
La strada è infuocata e molto trafficata, tanti camion, per fortuna c’è un’ampia corsia laterale … in pratica la mia salvezza !! 
Ai lati tante aziende agricole dalle dimensioni ciclopiche, nove su dieci dai nomi chiaramente italiani. Macchinari e strutture molto moderne, agricoltura in grande stile direi. 
Dormire e mangiare non è un problema: in media 20-25 Euro per dormire, 10-15 Euro per mangiare. In compenso nei supermercati la frutta e la verdura costano una follia, due e anche tre volte rispetto a noi … veramente non capisco !!!


19.11.2014: Cruz Alta – Santo Angelo, 88km/H1081m 
Per fortuna oggi la giornata è più fresca … mai sopra i 35°C !! 
Lungo il tragitto poco da vedere in effetti, ma i miei viaggi sono anche questo: guardarmi in giro, una breve sosta ad un distributore per una bibita fresca, una bella chiacchierata con un camionista che incuriosito mi chiede un sacco di cose. 
Poi nel pomeriggio un bel temporale, è il primo di questo viaggio !! … spero solo che non me ne capiti uno così lungo una di quelle strade di terra “rossa”, rossa come quella dei campi da tennis per intenderci … non ci voglio neanche pensare !! 
E domani finalmente São Miguel das Missões, poi ancora due tappe e la rotta delle missioni continua nella provincia argentina di Misiones.





20.11.2014: Santo Angelo - São Miguel das Missões, 60km/H734m 
Oggi, dopo 15 giorni di pedalata, il tanto sospirato arrivo a São Miguel das Missões (Rio Grande do Sul-Brasile). São Miguel das Missões è stata dal 1632 al 1768 una delle numerose missioni (o riduzioni) dei Gesuiti sorte nel sudest del Brasile tra il XVII e il XVIII secolo. 
Attualmente della riduzione di São Miguel das Missões rimane parzialmente conservata la chiesa barocca (sul cui modello venne edificata la cattedrale di Santo Ângelo (quella delle foto di ieri per intenderci). Le rovine sono entrate a far parte, nel 1984, della lista dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO. 
La foto scattata davanti alle rovine è destinata a rimanere una rarità; per farla ho infatti dovuto andare in prefettura in centro e parlare con la gentilissima sopraintendente ai beni architettonici che, vista la situazione molto particolare, non ha esitato a chiamare la portineria per farmi entrare con tanto di bici … purchè però qualcuno fosse disponibile a “scortarmi” !!!
Comunque a parte l'emozione della scorta un bellissimo ricordo, l'ultima volta che venni da queste parti fu oltre trent'anni fa ... in pullman e con l'aria condizionata !!! ... e chi l'avrebbe mai detto che un giorno ci sarei tornato in bici !!!


21.11.2014: São Miguel das Missões – São Luis Gonzaga, 60km/H617m
Alla colazione del mattino sono sempre il primo: diciamo che lo trovo più rilassante e poi per me l’importante è partire il prima possibile … le ore del pomeriggio mi fanno veramente paura, il sole scotta e si pedala sotto una cappa di calore a dir poco insopportabile. 
E così anche questa mattina alle sette ero già giù per la colazione … solo qualche minuto prima che arrivasse un gruppo di una cinquantina di ragazzini in gita scolastica che, a dire il vero, ho tutto sommato trovato estremamente posati … forse perché discretamente controllati dalle loro insegnanti che molto professionalmente non li perdevano d’occhio un solo secondo.
Lungo la strada tante indicazioni segnaletiche che invitavano a frequenti deviazioni ora a destra ora a sinistra per visitare le rovine delle varie missioni sparse sul territorio. In realtà dopo São Miguel non credo ci sia tanto altro da vedere e comunque prima di avventurarmi per una deviazione di una decina di km di “terra rossa” … aspetto che passi qualcuno e chiedo se ne valga la pena ... non so se mi spiego !! 
Arrivo a São Luis Gonzaga poco dopo l’una e, nonostante il cielo sia nero, vado subito in albergo per tentare di portare a termine un doveroso bucato !!

TERRA ROSSA ... se piove qui è un macello !!
"Incontri" lungo la strada 
"Architetture" locali con poca fantasia
"ITALIA 1940" ....